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Se questa è libertà ▷ La moderna illusione spiegata in 7 minuti: “Te ne accorgi quando tocca a te”

E’ il 2022 e al grido di “free speech” Elon Musk desta lo scandalo di molti dei maggiori utenti di Twitter. Poi, le minacce di lasciare la piattaforma, che in un anno, a detta dello stesso proprietario, avrebbe perso il 50% del suo valore. Strano che tutto accada per una politica libertaria, che riporta ciò che si può dire sui social sotto il vaglio della legge e non di privati con molteplici interessi acciocché qualcosa non venga detto.
Ovviamente Musk non è un santo, gli “standard della community” esistono ancora, ma precisare di far riferimento alla legge dello Stato su cosa si può o non si può dire pare rivoluzionario nel 2023. Perché?
Il motivo è il continuo ripetere a tambur battente che c’è il debunker che può decidere cosa puoi dire, che c’è la scienza a dirti cosa puoi fare, che c’è l’esperto a dirti cosa devi pensare: un registro che in particolare negli ultimi tre anni ha preso la rincorsa nei piccoli schermi, sulla carta stampata e nella mente delle persone.

Ecco che, ciò che prima era libertà ora diventa un privilegio. Come poter esprimere un proprio parere (nei limiti della legge, come d’obbligo e etica) su una piattaforma online. Ops! Hai contraddetto l’OMS (cioè un’organizzazione finanziata da privati)? Strike numero 1! Torna tra due settimane, ma poi non farlo più!
Poi torni online, dici la tua, ma noti che improvvisamente i contenuti raggiungono molto meno pubblico. Sarà il minor interesse per il tema? Possibile. Se non fosse che in diversi si lamentano del fatto che non arrivino più notifiche e avvisi sui tuoi contenuti. E’ la censura morbida, bellezza; shadowban, per farla breve. Come? Stai dicendo che ti ho zittito? No! Tu puoi dire qualsiasi cosa nella nostra piattaforma, solo che noi impediamo che il messaggio raggiunga il mittente.

Così diventi invisibile. Urli, ma nessuno può sentire. Parli degli interessi dei privati che si immischiano col bene comune, dei monopoli dell’informazione che a breve potrebbero diventare monopoli su spiagge e televisioni. Raggiungi il pubblico più fedele, ma per il resto vivi come dentro una bolla. Come chi ci ha rimesso, fidandosi della scienza, ma viene ignorato di proposito senza considerare minimamente che un po’ più di chiarezza avrebbe aiutato tutti.
La chiarezza però, un po’ come la libertà, sono sempre più un lusso nell’epoca in cui le Costituzioni parlano, ma nessuno le ascolta.
L’editoriale a ‘Un Giorno Speciale’ di Fabio Duranti.

Un Giorno Speciale

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