Scontro Capezzone – Troili – Duranti ▷ “Prodi provocato? Ma infatti chieda scusa la Meloni!”

Negli ultimi giorni, il dibattito politico italiano si è incentrato soprattutto su due temi: il Manifesto di Ventotene e Romano Prodi, protagonista della lite con la giornalista Lavinia Orefici. Certo, fa specie che in un periodo storico complesso come quello attuale, siano effettivamente questi gli argomenti di attualità che occupano maggiormente le pagine dei giornali (o le home dei siti, per essere moderni).

Ma tant’è: e non ci può esimere dal discuterne. In diretta su ‘Un Giorno Speciale’, in compagnia di Daniele Capezzone e Olimpia Troili, Fabio Duranti ha detto la sua sul caso inerente all’ex Presidente del Consiglio.

Sulla questione Prodi devo dire che, come su tante altre simili, io sono sconvolto. Devo dire che un gesto del genere dovrebbe chiudere la partita in quattro parole: chiedendo scusa e basta. Continuare a cercare di giustificare questa cosa, mette in cattiva luce anche poi tutto il resto della discussione, di chi vuole comunque discutere su differenti ideologie. Io credo che su alcune questioni, da una parte e dall’altra, non ci possa essere alcun tipo di polarizzazione politica. E anche con la Destra sarebbe stata la stessa cosa. Se una persona si rivela inadeguata o commette un errore, lo si dice e basta“.

Prodi, Troili: “Ha sbagliato, ma è stato provocato. La domanda serve a svagare su temi più importanti”

La replica di Olimpia Troili (PD): “La mia solidarietà va assolutamente a Orefici, non al professore. E penso che quel gesto sia stato inopportuno. Dopodiché se questo gesto da parte di un padre nobile della sinistra, che non sta in Parlamento, che non sta nemmeno al governo, viene usato come arma di distrazione di massa rispetto a altri problemi, allora poi è giusto fermarsi ad argomentare“.

Sulla domanda fatta a Prodi: “Si tratta di una mossa assolutamente provocatoria e inopportuna. Purtroppo fa molto comodo. La domanda, così come la scelta di Giorgia Meloni di citare il Manifesto di Ventotene in Parlamento, è stata palesemente un’arma di distrazione di massa per sviare da argomenti più importanti e controversi“.

Sarcastica la reazione di Daniele Capezzone: “Mossa provocatoria? Allora facciamo che la prossima volta che la Meloni deve parlare in parlamento si fa scrivere il discorso da quelli del PD. Magari potrebbe mandare un biglietto di scusa a Romano Prodi: chiudiamola così e non se ne parla“.

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