21 ottobre 2007; giorno dell’ultimo campionato vinto da un pilota della Ferrari. Kimi Raikkonen vince il Gran Premio del Brasile nel circuito di Interlagos, portando a casa uno dei titoli più controversi di sempre a causa della ‘Spy Story‘ che ha visto coinvolta la Mclaren di Lewis Hamilton. Quasi 18 anni fa, solo uno in più da un’altra ricorrenza: l’ultimo titolo Costruttori della Rossa.
Nel 2008, sotto la guida da Team Manager dell’attuale presidente (e AD) di Formula One Group Stefano Domenicali, il Cavallino Rampante vince il campionato con 172 punti. Poi? Cos’è successo? Nulla, assolutamente nulla.
‘C’era una volta la Ferrari‘, e l’uso del tempo Imperfetto è d’obbligo in questo caso. In quasi un ventennio di gare non si è più visto nulla della scuderia che, storicamente, ha dominato il mondo delle corse. La Rossa è infatti la squadra con il:
- Maggior numero di campionati costruttori: 16;
- Maggior numero di campionati piloti: 15;
- Maggior numero di Gran Premi disputati: 1.100;
- Maggior numero di vittorie in assoluto: 248;
- Maggior numero di podi in assoluto: 829;
- Maggior numero di doppiette: 87;
- Maggior numero di pole position in assoluto: 253;
- Maggior numero di punti in assoluto: 10.341;
- Maggior numero di giri veloci in assoluto: 263;
- Maggior numero di stagioni consecutive con almeno una vittoria in ognuna di esse: 20;
Dal 2007/2008, per i ferraristi è cominciato un vero e proprio incubo, a fronte di una Formula 1 che, col passare del tempo, è diventata più noiosa anche di per sé.
Da un lato, nonostante gli investimenti importanti fatti per portare a Maranello piloti di spessore come Fernando Alonso, o lo storico avversario Sebastian Vettel, la Ferrari non è mai riuscita a contrastare veramente il dominio alterno di Red Bull e Mercedes. Dall’altra, molte scelte nella gestione della scuderia hanno lasciato a desiderare, contribuendo alle difficoltà di progettare una monoposto che fosse realmente competitiva contro i vari Hamilton, Rosberg e ora Verstappen.
Nel mezzo, contiamoci anche errori grotteschi come il famoso episodio del bocchettone del carburante rimasto attaccato alla vettura di Felipe Massa a Singapore nel 2008, e il gioco è fatto. Negli ultimi 20 anni, la Rossa è stata la caricatura di sé stessa: un miscuglio di proclami e fantomatici progetti che non hanno mai portato a nulla. Basti pensare che un quasi trentenne come Charles Leclerc viene ancora chiamato “predestinato” alla luce di non si sa quali successi…
Sarà quella iniziata da due settimane la stagione del riscatto? A vedere i risultati, sembra di no. E la macchina?
Ferrari SF 25 ▷ Caratteristiche tecniche e differenze con la passata stagione

Al di là del discorso estetico, dove si registra una livrea dal rosso molto più scuro e intenso del normale, dal punto di vista tecnico le modifiche rispetto alla monoposto dell’anno scorso sono evidenti.
In primis, oltre alle bocche dei radiatori e gli scalini laterali, è stata limitata l’area di entrata della pancia, soprattutto quella verticale. Mentre lo spazio tra la ruota anteriore e l’ingresso delle pance è stato aumentato in favore di una maggiore pulizia pulizia e per mitigare il rischio di vortici, potenzialmente nocivi per la monoposto.
Ma la novità più importante risiede senz’altro nella progettazione delle sospensioni della macchina. La SF 25 segue infatti l’esempio di Red Bull e McLaren, adottando nella parte anteriore, ma anche in quella posteriore (in quella che è una differenza con tutte le altre scuderie tranne la Haas), lo schema Pull-Rod.
In parole povere, rispetto al sistema precedente Push-Rod, si passa da una sospensione a puntone a una sospensione a tirante. La differenza principale sta nella direzione del movimento del braccio: dal basso verso l’alto, invece del contrario. Si tratta di una scelta volta a rendere più pulito il flusso d’aria che investe la vettura e ampliare i margini per lo sviluppo aerodinamico. In una soluzione che, teoricamente, rappresenta un vantaggio anche a livello di baricentro.
Dagli studi ingegneristici tocca però passare in pista. E fino ad ora, usando un eufemismo, questi cambiamenti non hanno portato a grandissimi risultati…
Disastro a Shangai, dall’illusione con Hamilton alla doppia squalifica: tocca già “lavorare sulla macchina dell’anno prossimo“?

“Non vi preoccupate, quest’anno va così. Ma stiamo già pensando alla macchina della prossima stagione“. Quante volte abbiamo sentito recitare questo mantra triste, stucchevole ed estenuante?
La paura, dopo quanto visto nei primi due gran premi di quest’anno, è che già prossimamente saranno parole che torneremo a sentire. A Melbourne per Leclerc e il nuovo arrivato Hamilton (in un trasferimento che, calcisticamente, potremmo paragonare a un ipotetico passaggio di Cristiano Ronaldo al Barcellona), sono arrivati solo un 8° e un 10° posto. A Shangai, oltre al danno c’è stata anche la beffa.
Le prime fasi del week-end cinese avevano illuso i ferraristi, nel segno di un Hamilton sfavillante fra le qualifiche per la Sprint Race e la breve corsa stessa, dove sono arrivate la pole position e una vittoria convincente. La gara della domenica però, ha fatto vedere tutt’altro tipo di esito: 5° Leclerc, solo 6° l’ex Mercedes. E come se non bastasse, dopo il Gran Premio è successo l’inverosimile, figlio di un pressapochismo vergognoso: la squalifica dei due piloti.
Il motivo? Per il monegasco il peso della sua macchina, inferiore di 1 Kg rispetto alla norma regolamentare (800 Kg). Per Hamilton, invece, l’usura eccessiva del fondo della sua vettura, il cui spessore misurato era di 8,6 mm; meno dei 9 obbligatori.
Essere ottimisti per il futuro risulta davvero difficile, vista la confusione lampante che aleggia fra le mura di Maranello. Queste squalifiche lasciano davvero perplessi, e rendono a pieno l’idea delle difficoltà che in Ferrari stanno avendo nello studio della SF 25 e del suo reale rendimento in pista. E considerando che ci troviamo già al quarto (e ultimo) anno della vigenza dell’attuale regolamento tecnico, tale situazione assume i contorni del ridicolo.
C’è poi un altro aspetto apparentemente inquietante. Subito dopo la gara in Cina, Hamilton ha dato parte della colpa dei risultati a un insieme di modifiche tecniche alle vetture provate, e approvate, solo dal suo compagno di squadra nei test pre-stagionali in Bahrain. Davvero l’inglese può avere un ruolo subordinato a Leclerc? In un senso o nell’altro, la scelta dovrà essere fatta. Ma per il bene della squadra, sarà fondamentale trovare un equilibrio stabile. E già dalla prossima corsa in Giappone, è sacrosanto pretendere dei miglioramenti rispetto alla mediocrità di queste prime settimane.
Il rischio, al contrario, è quello di avere a che fare con l’ennesima stagione fallimentare. L’ennesimo anno, in cui la Ferrari si limiterà a essere la caricatura di sé stessa.