30 ottobre 1990: la Camera dei Comuni del Regno Unito si riunisce per affrontare una seduta destinata a scrivere la storia.
Siamo quasi alla fine del terzo e ultimo mandato della premier Margaret Thatcher, in carica da 11 anni. Il mondo è di fronte a un cambiamento epocale. Dopo la caduta del muro di Berlino, l’Europa inizia a preparare il terreno per diventare una vera e propria Unione. Iniziano Consigli straordinari e trattative per decidere su varie questioni: come sarebbe dovuta nascere l’Europa unita?
L’idea della Commissione europea era la moneta unica: l’Euro. E’ la Thatcher tra tutti i leader europei la più contraria. All’invito di Jacques Delors, presidente in quegli anni della Commissione, di avvicinare il Regno Unito all’UE, la premier inglese ha risposto con un secco: “No, no, no!“, pronunciato alla Camera dei Comuni e destinato a rimanere uno dei discorsi più importanti della Lady di ferro.
“Il nostro obiettivo è mantenere il potere e l’influenza di questa Camera e non privarla di molti dei suoi poteri“, disse all’aula, convocata per discutere dell’appena passato Consiglio europeo di Roma (27-28 ottobre). “Sì, la Commissione vuole aumentare i suoi poteri. Sì, è un organo non eletto e non voglio che la Commissione aumenti i suoi poteri contro questa Camera“. Forte fu l’opposizione alla moneta unica.
“Suppongo che la politica sia quella di abolire la sterlina, la più grande espressione di sovranità. Penso che sarebbe totalmente e assolutamente sbagliato in ogni caso acconsentire a ciò. È davvero molto ironico che in un momento in cui l’Europa orientale si sta battendo per una maggiore democrazia, la Commissione si stia battendo per estinguere la democrazia e mettere sempre più potere nelle proprie mani o nelle mani di persone non elette“.
Ascolta QUI il discorso sottotitolato in italiano.
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