Marine Le Pen froda l’UE: condannata dal Tribunale di Parigi

Marine Le Pen giudicata colpevole di appropriazione di fondi pubblici, con lei anche altri otto eurodeputati. L’udienza è stata svolta al Tribunale di Parigi nella giornata odierna. Condannata a cinque anni di ineleggibilità e quattro ci carcere (due senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico), la deputata risulta aver posto una frode di 2,9 milioni di euro tramite ‘contratti fittizi’ verso gli assistenti al Parlamento francese con fondi europei.

La presidente del Tribunale di Parigi Bénédicte de Perthuis dichiara la stessa sorte per gli altri eurodeputati coinvolti. La leader dell’estrema destra francese dovrà perciò rinunciare alle prossime elezioni presidenziali 2027. Oltre a ciò, l’ex partito di estrema destra francese (il Front National mutato successivamente nel Rassemblement National) dovrà pagare una multa di due milioni di euro, di cui solo uno con condizionale.
La pena più alta è stata riservata a Le Pen, oltre al carcere e all’ineleggibilità, pagherà una multa di 100mila euro. La magistrata De Perthuis ha dichiarato inoltre: “È stato accertato che tutte queste persone lavoravano in realtà per il partito, che il loro deputato (di riferimento) non aveva affidato loro alcun compito, passavano da un deputato all’altro” e che “Non si trattava di mutualizzare il lavoro degli assistenti quanto piuttosto di mutualizzare le risorse dei deputati”.

Non è recente il fascicolo dedicato a Marine Le Pen, il caso di appropriazione indebita emerge già agli albori del 2014 quando il Parlamento UE segnalò dei possibili impieghi ingannevoli da parte del partito Front National. In quell’anno il Tribunale di Parigi portò alla luce sempre la stessa solfa, posta in modo differente: la deputata avrebbe usufruito di fondi europei per pagare 2,9 milioni di euro di stipendi a persone non facenti parte dello spazio europeo. Inutili gli appelli di alcuni leader a lei fedeli, partendo dal Primo Ministro dell’Ungheria Victor Orban che su X riporta il motto ‘Je suis Merine!’ fino ad approdare in Italia con il vicepremier Matteo Salvini che, sempre sulla piattaforma social, diffonde il messaggio: “Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali. A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Un brutto film che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania”. Un messaggio, più cauto, arriva anche da Mosca che, pur dichiarando di “non voler interferire negli affari interni della Francia, come non ha mai fatto” (così riporta il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, tramite l’agenzia Interfax) ha evidenziato come alcune norme democratiche, in questo caso specifico, “vengono violate”.