“Caso Prodi? Quando io feci molto meno mi massacrarono” | L’editoriale di Daniele Capezzone

È il caso mediatico del momento. Il cortocircuito di Romano Prodi di fronte alle telecamere di Quarta Repubblica ha fatto il giro del web. L’ex Presidente del Consiglio, incalzato su alcuni passi del manifesto di Ventotene dalla giornalista Lavinia Orefici, ha reagito strattonandole i capelli. Il video prova è stato diffuso su tutti i social media e Prodi ha prontamente replicato: “Non ho mai inteso aggredire, né tanto meno intimidire la giornalista”.

Daniele Capezzone ha evidenziato ai microfoni di CapezZoom più di una controversia sul caso sollevato dopo l’accaduto: “Era il giorno del giuramento del governo Conte II, con i ministri che prestavano giuramento al Quirinale. Una ministra – della quale non farò il nome – si presentò con un vestito che, a mio avviso (errore mio, sicuramente), non era particolarmente elegante. Così feci un tweet ironico su quel vestito, una semplice battuta, esattamente come si fa quando si guarda Sanremo e si commenta l’abbigliamento di qualcuno. Con quello spirito, niente di più. Eppure, fui massacrato per giorni, dipinto come un mostro, messo alla gogna per una semplice battuta sui social su un vestito.

E invece, adesso, quando qualcuno tira una ciocca di capelli a una giornalista, tutto tace, tutto è normale. Ma la cosa più incredibile è che, mentre questa storia viene insabbiata, per il secondo giorno consecutivo esce un articolo – oggi su La Stampa, ieri non so dove – a firma di Francesca Schianchi, una giornalista politica molto importante. Nell’articolo viene riportata una tesi di Elly Schlein, segretaria del PD, che dice: “A me vengono rivolte critiche sessiste, mi vengono dette cose cattive che, se fossi un uomo, non riceverei”.

Ecco, la regia va subito a inquadrare la prima pagina de La Stampa: Schlein all’accusa: le critiche alle donne. Ora, io non so se sia vero. Se c’è qualcuno, dentro o fuori dal PD, che critica Schlein non per ciò che dice o fa, ma solo perché è una donna, è evidentemente un cretino. Ma mi domando: se Schlein ha davvero questa sensazione, questa convinzione, che qualcuno la tratti male perché è una donna, com’è possibile che, dopo tre giorni, non abbia sentito il bisogno di esprimere neanche una parola di solidarietà alla giornalista strattonata da Romano Prodi?”