Subito il Napoli, tardi il Milan ▷ Lo Scatto

Un Napoli severo all’inizio e poi talmente in controllo da permettersi persino il lusso di essere distratto a tratti, porta a spasso per il campo un Milan la cui partita non comincia mai, nemmeno dopo la concessione del rigore che Gimenez quasi scarica addosso a Meret.
Ci sarebbe da precisare, però, che nel secondo tempo i rossoneri hanno perseguito perlomeno il raggiungimento della soglia del decoro agonistico, di una pseudo dignità della prestazione, poi addirittura di un finale arrembante. Nel primo erano stati tramortiti dal vantaggio firmato da Policano dopo due giri di lancetta e abbattuti dal raddoppio di Lukaku al minuto 19.

I padroni di casa fanno la partita che da loro ci si aspettava, con la precisazione che neanche il più ottimista tra i tifosi partenopei avrebbe potuto pensare a una tale facilità di andare subito in porta e a una gestione così serena dei tempi di gioco. Del resto, il Milan è troppo Joao e per nulla Felix, se perdonate la freddura, che soltanto freddura non è. Quindi se uno, ossia Conceiçao, parte senza Leao e si affida al talento evanescente dell’altro portoghese, invia già un messaggio alla partita.

Il Napoli, nell’ultima mezz’ora, si disunisce al punto tale che il Milan, persino questo Milan, riesce a trovare il gol che dimezza lo svantaggio, con tanto di sacrosanti rimproveri di Meret ai compagni di reparto.

Finale confuso per il Napoli, arrembante per un Milan che tardivamente si riconosce nei suoi uomini migliori.

Il boato del “Maradona” al termine dei cinque minuti di recupero è rivelatore dell’incertezza che si era impadronita dei tifosi partenopei nell’ultimo terzo di gara. Conte dovrà rimproverare i suoi per il calo innanzitutto mentale, Conceiçao se stesso per la formazione iniziale e per aver trasmesso al gruppo l’idea di una escursione tra pizze e sfogliatelle.

Paolo Marcacci