Pedro Sánchez ha annunciato questa mattina lo scioglimento delle Cortes e la convocazione di elezioni generali anticipate per domenica 29 novembre. La dichiarazione istituzionale, pronunciata da La Moncloa dopo un fine settimana di consultazioni, arriva tre giorni dopo la bocciatura in Congresso di due decreti-legge sulla casa, respinti da Popolari, Vox e Junts nel pieno delle proteste per la crisi abitativa. Il premier ha ammesso l’insoddisfazione di una parte della maggioranza sociale che lo ha sostenuto. “So che li indigna vedere come i loro interessi, gli interessi della gente comune, vengano calpestati in Parlamento a vantaggio di pochi”, ha detto. Ha riconosciuto anche errori del governo e obiettivi non raggiunti, in particolare su disuguaglianza, servizi pubblici e accesso all’alloggio: “Restano ancora molte ingiustizie da correggere”.
“Per fare di più, abbiamo bisogno di rinnovare e ampliare il sostegno della gente”, ha affermato il premier spagnolo, chiedendo una “maggioranza progressista molto più ampia” con cui “piegare le élite” e “conquistare nuovi progressi sociali”. Ha quindi comunicato di aver informato il re Felipe VI e di aver convocato per questa stessa mattina un Consiglio dei ministri straordinario che formalizzerà lo scioglimento delle Camere.
Le urne si apriranno il 29 novembre, prima data consentita dai termini di legge. Il presidente ha inquadrato il voto come una scelta di direzione per il Paese. Ha invitato gli spagnoli a decidere se unirsi a quella che ha definito un’ondata “ultradestrista” o se continuare su una linea di apertura, giustizia sociale e responsabilità ambientale. Ha ricordato che la legislatura, iniziata oltre tre anni fa con un governo di coalizione progressista, si è svolta in un contesto parlamentare ostile e di fronte a “élites molto potenti”.
L’annuncio chiude mesi in cui Sánchez aveva ripetutamente escluso un anticipo, fissando le elezioni al 2027. La sconfitta sui decreti casa, legati anche al clamore seguito allo sfratto di un’anziana di 87 anni, ha accelerato i tempi. Il decreto di convocazione dovrà essere pubblicato sul Bollettino ufficiale dello Stato; la campagna elettorale scatterà a metà novembre.










